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Conto Termico 3.0: le novità proposte e cosa potrebbe cambiare per i Comuni

Ilaria Bresciani
Conto Termico 3.0: le novità proposte e cosa potrebbe cambiare per i Comuni


Il Conto Termico 3.0 si prepara a una revisione. Lo schema di decreto correttivo del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica interviene su incentivi, gestione delle risorse e procedure di accesso. Le modifiche sono ancora proposte e non sono operative.

Al 17 ottobre 2026, l’esame dello schema ai fini dell’intesa è previsto nell’ordine del giorno della Conferenza Unificata del 22 ottobre. Il testo potrà quindi cambiare prima della pubblicazione definitiva.

Piccoli Comuni: il 100% sarebbe riservato a un solo intervento

La proposta più rilevante riguarda i Comuni fino a 15.000 abitanti, per gli interventi sugli edifici di loro proprietà e da essi utilizzati. Lo schema prevede:

  • il 100% delle spese ammissibili per un unico intervento;
  • l’80% per quelli successivi.

Resterebbero applicabili i massimali e i limiti per unità di superficie e potenza: il 100% delle spese ammissibili, quindi, non equivale automaticamente alla copertura dell’intero costo dei lavori.

La bozza contiene anche una tutela per le richieste presentate prima dell’entrata in vigore del correttivo, comprese quelle tramite prenotazione, per le quali sarebbe salvaguardata la percentuale del 100%.

Per gli enti con più edifici da riqualificare diventerebbe ancora più importante confrontare le priorità e stimare, per ciascun progetto, la quota da sostenere con altre risorse

Pagamenti: proposta una soglia di 50.000 euro per la rata unica

Per le pubbliche amministrazioni che accedono direttamente all’incentivo, lo schema introdurrebbe un limite di 50.000 euro per l’erogazione in un’unica rata. La modifica riguarderebbe anche l’accesso tramite i soggetti abilitati richiamati dalla disposizione.

Nella programmazione comunale occorrerebbe quindi valutare, insieme all’importo ottenibile, i tempi di incasso e le anticipazioni necessarie per pagare i lavori.

Risorse e prenotazioni: cosa prevede la revisione

Il correttivo manterrebbe il limite complessivo di 900 milioni di euro, introducendo una riserva minima annua di 300 milioni per ciascuna delle due categorie di beneficiari: amministrazioni pubbliche e soggetti privati.

Per le prenotazioni delle PA sarebbe previsto un tetto non superiore al 50% dell’impegno di spesa destinato alla categoria. Al raggiungimento delle soglie individuate dallo schema, l’accesso proseguirebbe temporaneamente soltanto attraverso le richieste dirette, secondo il meccanismo dei 60 giorni previsto dalla bozza.

Per i Comuni, il monitoraggio delle comunicazioni GSE diventerebbe un elemento da affiancare al cronoprogramma tecnico e amministrativo.

Infissi e schermature: più attenzione a diagnosi e APE

Un’altra proposta riguarda l’estensione della diagnosi energetica prima dei lavori e dell’APE successivo all’intervento anche alla sostituzione degli infissi e all’installazione delle schermature solari, superando per questi interventi l’attuale condizione collegata alla potenza dell’impianto di almeno 200 kW.

Se confermata, la modifica richiederebbe di prevedere queste prestazioni fin dall’impostazione dell’incarico tecnico, coordinandole con progettazione, quadro economico e avvio dei lavori.

Come prepararsi

In attesa del testo definitivo, il lavoro può partire da una ricognizione concreta: quali edifici consumano di più, quali interventi sono prioritari, quali progetti dispongono già della documentazione necessaria e quante risorse comunali servono per realizzarli.

Una valutazione preliminare permette di confrontare soluzioni, costi e risparmi attesi, aggiornando poi il piano economico alle disposizioni effettivamente approvate.

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