Quanto finanzia il bando Bando Energie Rinnovabili Piemonte 2026: incentivi per fotovoltaico e accumulo nelle imprese
L’agevolazione può concorrere alla copertura fino al 100% dei costi ammissibili, ma non consiste interamente in un contributo a fondo perduto.
Il sostegno combina:
- una quota di finanziamento a tasso zero, alimentata da fondi regionali;
- una quota di finanziamento bancario, concessa da un intermediario convenzionato;
- una quota di contributo a fondo perduto.
L’intensità effettiva dell’aiuto varia in base alla dimensione dell’impresa e alla tipologia di intervento, nel rispetto dell’articolo 41 del Regolamento UE n. 651/2014.
Per gli impianti a fonti rinnovabili, le intensità massime di aiuto possono arrivare fino al 65% per micro e piccole imprese, al 55% per le medie imprese e al 45% per le grandi imprese. Per i sistemi di accumulo, i massimali sono rispettivamente del 50%, 40% e 30%.
L’aiuto viene calcolato attraverso l’Equivalente Sovvenzione Lordo, che considera sia il contributo a fondo perduto sia il vantaggio finanziario derivante dal prestito agevolato.
Quanto deve valere il progetto
Per le micro, piccole e medie imprese sono ammessi investimenti compresi tra:
- 50.000 euro
- 3 milioni di euro
Per le grandi imprese sono ammessi progetti strategici compresi tra:
- 300.000 euro
- 5 milioni di euro
Gli importi sono considerati al netto dell’IVA.
La diagnosi energetica è obbligatoria
Gli interventi proposti devono essere individuati all’interno di una diagnosi energetica allegata alla domanda, elaborata secondo la normativa vigente e sulla base dei consumi registrati nei due anni precedenti.
La diagnosi deve descrivere la situazione energetica dell’impresa, quantificare i consumi e motivare la scelta dell’investimento. Deve inoltre permettere di verificare che l’energia prodotta sia coerente con il fabbisogno medio annuo dell’attività.
Una diagnosi accurata non rappresenta quindi un semplice adempimento formale: è il punto di partenza per dimensionare correttamente l’impianto e costruire un progetto tecnicamente ed economicamente sostenibile.
Quali documenti preparare
La domanda richiede una documentazione tecnica, economica e amministrativa articolata. Tra i principali documenti da predisporre rientrano:
- diagnosi energetica conforme alle prescrizioni del bando;
- relazione tecnico-economica dell’intervento;
- descrizione e dimensionamento degli impianti;
- stima della produzione energetica e dei benefici ambientali;
- preventivi e quadro economico delle spese;
- documentazione relativa alla disponibilità dell’immobile o dell’area;
- sintesi del progetto destinata alla banca;
- lettera attestante l’avvenuta delibera dell’istituto bancario convenzionato;
- dichiarazione relativa al climate proofing;
- verifiche sul rispetto del principio DNSH – Do No Significant Harm;
- foglio di calcolo per la valutazione delle emissioni;
- modulo telematico e dichiarazioni previste dal bando.
La mancanza degli allegati obbligatori, compresa la lettera bancaria, può rendere la domanda irricevibile.
Come vengono valutati i progetti
Le domande sono esaminate sotto il profilo formale, tecnico ed economico.
La valutazione considera in particolare:
- qualità della diagnosi energetica e della relazione tecnico-economica;
- adeguatezza tecnica del progetto;
- congruità dei costi e dei preventivi;
- rapporto tra costi e benefici;
- riduzione attesa delle emissioni;
- incremento dell’utilizzo di fonti rinnovabili;
- efficacia energetica dell’investimento;
- conformità ai requisiti ambientali.
Per essere ammessa, la domanda deve raggiungere un punteggio minimo di 20 punti. È inoltre prevista una premialità per i progetti presentati da micro e piccole imprese.