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Piemonte: approvata la nuova legge sulle aree idonee al fotovoltaico.

Ilaria Bresciani
Piemonte: approvata la nuova legge sulle aree idonee al fotovoltaico. Più certezze per imprese, cittadini e Comunità Energetiche


Il Piemonte compie un importante passo avanti nel percorso verso la transizione energetica con l'approvazione della nuova legge regionale che disciplina le aree idonee all'installazione degli impianti alimentati da fonti rinnovabili.

La norma, approvata dal Consiglio Regionale il 21 luglio 2026 su proposta dell'Assessore all'Ambiente Matteo Marnati, nasce con un duplice obiettivo: accelerare la diffusione del fotovoltaico e, allo stesso tempo, limitare il consumo di suolo agricolo, offrendo un quadro normativo più chiaro e stabile per imprese, cittadini, enti pubblici e Comunità Energetiche Rinnovabili.

La legge si inserisce nel percorso nazionale previsto dal Decreto "Aree Idonee" e recepisce gli orientamenti della recente sentenza n. 127/2026 della Corte Costituzionale, che ha ribadito come la tutela del suolo agricolo rappresenti un interesse pubblico da contemperare con lo sviluppo delle energie rinnovabili. Una scelta che punta a trovare un equilibrio tra decarbonizzazione, tutela del paesaggio e valorizzazione delle produzioni agricole.

La nuova disciplina rappresenta uno degli strumenti attraverso cui il Piemonte intende contribuire al raggiungimento degli obiettivi fissati dal Piano Nazionale Integrato Energia e Clima (PNIEC), che assegna alla Regione il compito di installare entro il 2030 quasi 5 GW di nuova potenza da fonti rinnovabili.

Per raggiungere questo traguardo non è sufficiente aumentare il numero degli impianti. Occorre individuare regole certe, ridurre i tempi autorizzativi e orientare gli investimenti verso le aree realmente compatibili con il territorio. La legge risponde proprio a questa esigenza, offrendo maggiore certezza agli operatori e favorendo una pianificazione più efficace degli interventi.

Più fotovoltaico, meno consumo di suolo

Il principio ispiratore della nuova normativa è chiaro: produrre più energia rinnovabile senza compromettere il territorio agricolo.

Per questo motivo la Regione individua come prioritarie tutte quelle superfici già urbanizzate o compromesse dall'attività umana, incentivando il recupero di spazi esistenti anziché il consumo di nuovo suolo.

Tra le principali aree considerate idonee rientrano:

  • coperture di edifici pubblici e privati;
  • capannoni industriali e commerciali;
  • parcheggi e relative pensiline;
  • aree industriali dismesse;
  • cave esaurite;
  • discariche chiuse;
  • siti da bonificare;
  • infrastrutture e superfici già urbanizzate.

 L'utilizzo dei terreni agricoli viene invece fortemente limitato e trova applicazione principalmente nei progetti di agrivoltaico, dove la produzione di energia si integra con la continuità dell'attività agricola.

Questa impostazione recepisce pienamente gli orientamenti espressi dalla Corte Costituzionale con la sentenza n. 127 del 2026, che rappresenta uno dei principali riferimenti giuridici in materia di sviluppo delle fonti rinnovabili e tutela del territorio.

La Corte ha infatti ribadito che la salvaguardia del suolo agricolo costituisce un interesse pubblico primario e che la pianificazione energetica deve perseguire un equilibrio tra l'esigenza di accelerare la transizione energetica e quella di preservare il patrimonio agricolo e paesaggistico.

Il principio affermato non mira a limitare lo sviluppo del fotovoltaico, ma a orientarne la crescita verso soluzioni maggiormente sostenibili e compatibili con le caratteristiche del territorio. In questa prospettiva, la nuova legge piemontese privilegia il riutilizzo di superfici già urbanizzate o compromesse, come coperture di edifici, aree industriali dismesse, ex cave e discariche, limitando il ricorso ai terreni agricoli ai soli casi in cui la produzione di energia possa integrarsi con la continuità dell'attività agricola, come avviene negli impianti agrivoltaici.

In questo modo la Regione intende promuovere uno sviluppo equilibrato delle energie rinnovabili, capace di coniugare gli obiettivi di decarbonizzazione con la tutela del paesaggio, delle produzioni agricole e del consumo di suolo.

Più opportunità per imprese, Pubbliche Amministrazioni e Comunità Energetiche

La nuova legge non si limita a definire le aree idonee per l'installazione degli impianti da fonti rinnovabili, ma crea anche nuove opportunità di investimento e sviluppo per un'ampia platea di soggetti.

Tra i principali beneficiari rientrano imprese energivore, aziende manifatturiere, proprietari di capannoni e immobili produttivi, aziende agricole interessate allo sviluppo di impianti agrivoltaici, proprietari di parcheggi, gestori di aree industriali dismesse, enti pubblici, investitori e Comunità Energetiche Rinnovabili.

Per tutti questi soggetti, la disponibilità di un quadro normativo più chiaro e di criteri definiti per l'individuazione delle aree idonee rappresenta un elemento di maggiore certezza nella pianificazione degli investimenti, facilitando lo sviluppo di nuovi impianti e riducendo le incertezze legate ai procedimenti autorizzativi.

Particolarmente significativo è il potenziale impatto sulle Comunità Energetiche Rinnovabili (CER). L'individuazione di nuove superfici idonee potrà infatti favorire la realizzazione di ulteriori impianti di produzione condivisa, incrementando l'energia disponibile all'interno delle configurazioni territoriali e ampliando i benefici economici, ambientali e sociali per cittadini, imprese ed enti locali.

La nuova disciplina potrà inoltre contribuire ad accelerare gli investimenti nel fotovoltaico distribuito, favorendo modelli di autoconsumo individuale e collettivo e rafforzando il ruolo delle energie rinnovabili come leva di competitività per le imprese e di sviluppo sostenibile per i territori.

Procedure più semplici per una transizione energetica più sostenibile

Uno degli aspetti più significativi della nuova legge riguarda la maggiore certezza del quadro autorizzativo. L'individuazione preventiva delle aree idonee consente infatti di ridurre l'incertezza nella fase di progettazione, semplificando le valutazioni preliminari e rendendo più prevedibili tempi e modalità dei procedimenti autorizzativi. 

Per imprese e investitori questo significa poter programmare gli interventi con maggiore sicurezza, riducendo il rischio di contenziosi e aumentando la bancabilità dei progetti; per le Pubbliche Amministrazioni rappresenta invece uno strumento concreto per pianificare in modo più efficace gli investimenti destinati alla produzione di energia rinnovabile, all'autoconsumo e allo sviluppo delle Comunità Energetiche. 

Con questa legge il Piemonte si dota così di una disciplina organica capace di coniugare sviluppo delle fonti rinnovabili, tutela del paesaggio, salvaguardia del patrimonio agricolo e crescita economica. La strategia regionale non punta semplicemente ad aumentare il numero degli impianti fotovoltaici, ma a promuovere uno sviluppo più ordinato, sostenibile e coerente con le caratteristiche del territorio, privilegiando il recupero delle superfici già urbanizzate, incentivando l'innovazione tecnologica e favorendo un utilizzo più efficiente del suolo. 

Un approccio che potrebbe rappresentare un importante punto di riferimento anche per le altre Regioni chiamate ad aggiornare la propria disciplina sulle aree idonee e a governare la transizione energetica in modo equilibrato e sostenibile.

La nuova normativa apre importanti opportunità per imprese, enti pubblici, aziende agricole, proprietari di immobili e Comunità Energetiche che intendono investire nella produzione di energia da fonti rinnovabili.

Individuare le aree realmente idonee, verificarne la fattibilità tecnica, economica e autorizzativa, scegliere la soluzione progettuale più efficace e gestire correttamente l'intero iter amministrativo richiede competenze multidisciplinari e una conoscenza approfondita della normativa di settore.

Il team di MyGreenEnergy affianca imprese, Pubbliche Amministrazioni, professionisti e Comunità Energetiche in tutte le fasi del progetto: dall'analisi preliminare delle aree alla progettazione degli impianti, dalla gestione delle procedure autorizzative fino all'accesso agli incentivi e alla valorizzazione dell'energia prodotta.

Il nostro obiettivo è trasformare una nuova opportunità normativa in un investimento concreto, sostenibile e capace di generare valore economico, ambientale e sociale nel tempo.

Se desideri verificare se il tuo immobile, il tuo terreno o la tua azienda possono beneficiare delle nuove disposizioni introdotte dalla Regione Piemonte, oppure vuoi sviluppare un nuovo progetto fotovoltaico o agrivoltaico, contattaci. I nostri esperti sono a tua disposizione per valutare insieme la soluzione più adatta alle tue esigenze.



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