La transizione energetica in Italia continua a evolversi grazie a un insieme di strumenti normativi e finanziari che coinvolgono imprese, pubbliche amministrazioni e cittadini. Tra le misure più rilevanti figurano il Conto Termico 3.0, gli incentivi del PNRR dedicati alle Comunità Energetiche Rinnovabili (CER) e i nuovi programmi di sostegno allo sviluppo del fotovoltaico nei settori agricolo e industriale.
Negli ultimi mesi sono emerse alcune novità significative: dalla possibile riapertura del portale GSE per il Conto Termico, all’evoluzione degli incentivi per le Comunità Energetiche nei comuni con meno di 50.000 abitanti, fino all’attivazione della Facility Agrisolare, uno dei principali strumenti per promuovere la diffusione degli impianti fotovoltaici nel settore agricolo.
In questo contesto, il sistema degli incentivi energetici offre nuove opportunità per investire in efficienza energetica, produzione di energia rinnovabile e modelli di autoconsumo collettivo.
Le principali misure attualmente disponibili riguardano:
- Conto Termico 3.0, per interventi di efficientamento energetico e produzione di energia termica da fonti rinnovabili
- Incentivi PNRR per le Comunità Energetiche Rinnovabili (CER), finalizzati a promuovere la produzione e la condivisione locale di energia rinnovabile
- Facility Agrisolare, dedicata allo sviluppo di impianti fotovoltaici nel settore agricolo e agroindustriale
- Nuove agevolazioni fiscali per il fotovoltaico, tra cui gli incentivi per i moduli prodotti nell’Unione Europea, le misure di iperammortamento e le disposizioni previste dal Decreto Legge Energia
Per imprese, enti pubblici e cittadini si tratta di un momento particolarmente favorevole per ridurre i costi energetici, aumentare l’indipendenza energetica e contribuire alla decarbonizzazione del sistema energetico.
Vediamo quindi nel dettaglio lo stato delle principali misure e le prospettive per chi vuole investire oggi nella transizione energetica.
1. Conto Termico 3.0: stato delle risorse e possibile riapertura del portale GSE
Il Conto Termico rappresenta uno dei principali strumenti di incentivazione gestiti dal GSE – Gestore dei Servizi Energetici, finalizzato a promuovere interventi di efficientamento energetico e produzione di energia termica da fonti rinnovabili.
Grazie a questo meccanismo è possibile ottenere contributi economici per la realizzazione di diversi interventi, tra cui:
- installazione di pompe di calore
- realizzazione di impianti solari termici
- sostituzione con caldaie a biomassa
- installazione di sistemi ibridi di climatizzazione
- interventi di isolamento e riqualificazione energetica negli edifici pubblici
Il Conto Termico rappresenta uno degli strumenti più importanti per sostenere la transizione energetica nel settore edilizio. Attraverso incentivi dedicati all’efficienza energetica e alla produzione di energia termica da fonti rinnovabili, questa misura favorisce la diffusione di tecnologie più efficienti e sostenibili, contribuendo ad accelerare il processo di decarbonizzazione del patrimonio edilizio italiano.
Ad oggi, la situazione delle risorse disponibili presenta alcune differenze tra pubblica amministrazione e soggetti privati.
Risorse esaurite per la Pubblica Amministrazione
Secondo le informazioni diffuse dal GSE (Gestore dei Servizi Energetici), le risorse destinate agli interventi della Pubblica Amministrazione risultano attualmente esaurite a causa dell’elevato numero di domande presentate negli ultimi mesi.
Emergono tuttavia alcuni segnali positivi. Una parte delle richieste presentate in fase di prenotazione potrebbe infatti non risultare ammissibile, in quanto incompleta o non conforme ai requisiti tecnici previsti dal meccanismo di incentivazione.
Questa situazione potrebbe portare a:
- liberazione di nuove risorse
- possibile riapertura del portale GSE per la presentazione di nuove domande
Se confermata, questa prospettiva potrebbe riattivare nuove opportunità di investimento per gli enti pubblici interessati alla riqualificazione energetica degli edifici e delle strutture pubbliche.
Risorse ancora disponibili per privati e imprese
Diversa è la situazione per i soggetti privati, per i quali le risorse del Conto Termico risultano ancora disponibili. Ciò significa che imprese, professionisti, condomini e cittadini possono tuttora accedere agli incentivi per realizzare interventi di efficientamento energetico degli edifici e installare impianti alimentati da fonti rinnovabili.
Il Conto Termico rappresenta quindi un’opportunità concreta per migliorare l’efficienza energetica degli immobili e ridurre i costi legati ai consumi energetici. In particolare consente di:
- ridurre i consumi energetici
- migliorare le prestazioni energetiche degli edifici
- diminuire le emissioni di CO2
- aumentare il valore degli immobili
In un contesto caratterizzato da costi dell’energia elevati e da obiettivi sempre più ambiziosi di decarbonizzazione, il Conto Termico continua a rappresentare uno degli strumenti più efficaci per sostenere la riqualificazione energetica del patrimonio edilizio italiano.
2. PNRR e Comunità Energetiche Rinnovabili: lo stato degli incentivi
Un altro elemento chiave della transizione energetica in Italia è rappresentato dagli incentivi previsti dal PNRR per le Comunità Energetiche Rinnovabili (CER).
Le Comunità Energetiche costituiscono un modello innovativo di produzione e condivisione dell’energia, in cui cittadini, imprese ed enti locali collaborano per produrre e utilizzare energia rinnovabile a livello locale. Questo approccio consente di valorizzare l’energia prodotta sul territorio, favorire l’autoconsumo e generare benefici economici e ambientali per la comunità.
Attraverso il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) sono stati introdotti contributi a fondo perduto per sostenere la realizzazione di impianti da fonti rinnovabili inseriti in configurazioni di autoconsumo collettivo. Gli incentivi sono destinati in particolare ai progetti sviluppati nei comuni con meno di 50.000 abitanti, con l’obiettivo di favorire la diffusione delle Comunità Energetiche e accelerare lo sviluppo della produzione locale di energia pulita.
Domande PNRR presentate tra il 17 e il 20 novembre 2025
Secondo indicazioni informali del GSE, tutte le domande ritenute ammissibili presentate tra il 17 e il 20 novembre 2025 dovrebbero trovare copertura finanziaria.
Questa finestra temporale rappresenta quindi il periodo in cui la maggior parte dei progetti ha buone probabilità di accedere ai contributi previsti dal PNRR per le Comunità Energetiche.
Domande PNRR presentate entro il 30 novembre 2025
Per le domande presentate successivamente, e comunque entro il 30 novembre 2025, il GSE procederà con la normale valutazione tecnica e amministrativa.
Nel caso in cui i progetti risultino conformi ai requisiti previsti dal bando:
- verranno inseriti in una graduatoria di domande ammissibili ma non finanziate
- potranno essere finanziati qualora vengano rese disponibili nuove risorse o rifinanziamenti della misura
Questo meccanismo consente quindi di mantenere attivi i progetti anche oltre la prima fase di assegnazione delle risorse.
Riduzione delle risorse PNRR per le Comunità Energetiche
Durante gli incontri istituzionali con il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica (MASE), e in particolare con il capo missione Fabrizio Penna, era emersa l’ipotesi di un possibile incremento delle risorse destinate alle Comunità Energetiche.
Tuttavia, nel recente Decreto Legge PNRR, che trasforma la misura per le CER in una Facility finanziaria, la dotazione economica complessiva è rimasta invariata.
Le risorse disponibili ammontano infatti a: 795 milioni di euro
Si tratta di un valore significativamente inferiore rispetto alla dotazione iniziale prevista dal piano, pari a 2,2 miliardi di euro.
Nonostante questa riduzione, gli incentivi per le Comunità Energetiche continuano a rappresentare uno degli strumenti più importanti per favorire la diffusione dell’energia rinnovabile a livello locale e promuovere nuovi modelli di partecipazione energetica.
3. Facility Agrisolare: incentivi per il fotovoltaico nel settore agricolo
Tra le iniziative più rilevanti per sostenere la diffusione delle energie rinnovabili nel settore primario rientra la Facility Agrisolare, un programma di incentivazione dedicato allo sviluppo di impianti fotovoltaici nelle imprese agricole e agroindustriali.
Questa misura rappresenta uno strumento strategico per accompagnare la transizione energetica del comparto agricolo, offrendo alle aziende la possibilità di investire nella produzione di energia rinnovabile e migliorare la sostenibilità delle proprie attività produttive.
Grazie agli incentivi previsti dalla Facility Agrisolare, le imprese possono:
- ridurre significativamente i costi energetici aziendali
- migliorare la sostenibilità ambientale delle produzioni
- aumentare il livello di autonomia energetica
- contribuire alla decarbonizzazione del sistema agroalimentare
Vediamo nel dettaglio le principali caratteristiche del bando.
Beneficiari della misura
Gli incentivi sono destinati alle imprese operanti nei seguenti settori:
- imprese agricole
- imprese zootecniche
- imprese agroindustriali
- cooperative agricole e loro consorzi
L’obiettivo della misura è sostenere la transizione energetica del comparto agroalimentare, favorendo la produzione di energia rinnovabile direttamente nei luoghi di produzione.
Interventi e investimenti ammissibili
Il bando finanzia la realizzazione di impianti fotovoltaici installati sugli edifici ad uso produttivo, evitando quindi il consumo di suolo agricolo.
Sono ammissibili, tra gli altri, i seguenti interventi:
- installazione di impianti fotovoltaici sulle coperture degli edifici produttivi
- sistemi di accumulo dell’energia
- rimozione e smaltimento dell’amianto dalle coperture
- interventi di isolamento termico dei tetti
- sistemi di ventilazione e miglioramento dell’efficienza energetica delle strutture
Questi investimenti consentono non solo di produrre energia rinnovabile, ma anche di migliorare le condizioni strutturali ed energetiche degli edifici aziendali.
Entità del contributo
La misura prevede contributi a fondo perduto che possono arrivare fino a circa l’80% delle spese ammissibili, con percentuali variabili in funzione della tipologia di impresa e dell’intervento realizzato.
Il contributo massimo per progetto può arrivare fino a 2,33 milioni di euro, mentre la potenza degli impianti fotovoltaici finanziabili può raggiungere 1 MW per singolo intervento.
Lo sportello per la presentazione delle domande è stato aperto il 10 marzo e resterà attivo fino al 9 aprile 2026, salvo esaurimento anticipato delle risorse disponibili. La misura dispone di una dotazione finanziaria complessiva pari a 789 milioni di euro, destinata a sostenere gli investimenti in impianti fotovoltaici installati sugli edifici produttivi delle imprese agricole.
4. Nuove agevolazioni fiscali
Accanto agli incentivi diretti e ai contributi a fondo perduto, negli ultimi anni sono state introdotte anche diverse agevolazioni fiscali finalizzate a sostenere gli investimenti nel fotovoltaico. Queste misure hanno l’obiettivo di favorire la diffusione delle energie rinnovabili e, al tempo stesso, rafforzare la filiera tecnologica europea, promuovendo l’utilizzo di moduli prodotti nell’Unione Europea e incentivando gli investimenti delle imprese.
Tra gli strumenti più rilevanti rientrano gli incentivi dedicati ai moduli fotovoltaici europei, le misure di iperammortamento e le disposizioni previste dal Decreto Legge Energia, che introducono nuovi meccanismi di sostegno e di aggiornamento tecnologico degli impianti esistenti.
Vediamoli brevemente nel dettaglio.
Agevolazioni fiscali per i moduli fotovoltaici prodotti nell’Unione Europea
Negli ultimi anni le politiche energetiche europee e nazionali hanno introdotto diversi strumenti di incentivazione finalizzati a promuovere l’utilizzo di moduli fotovoltaici prodotti nell’Unione Europea. L’obiettivo è rafforzare la filiera industriale europea delle tecnologie rinnovabili, sostenere l’innovazione tecnologica e ridurre la dipendenza da fornitori extra-UE.
In questo contesto, diversi bandi e programmi di incentivazione prevedono meccanismi di premialità o corsie preferenziali per i progetti che utilizzano moduli fotovoltaici prodotti in Europa.
In particolare, tali priorità riguardano i moduli iscritti nelle lettere B e C del Registro ENEA delle tecnologie fotovoltaiche, istituito dall’articolo 12 del Decreto-Legge 181/2023. Questo registro certifica le tecnologie che rispettano specifici requisiti di produzione e qualità all’interno dell’Unione Europea.
Tra i produttori attualmente registrati figura 3SUN, la gigafactory del gruppo Enel situata nell’Etna Valley, uno dei principali poli industriali europei dedicati alla produzione di moduli fotovoltaici ad alta efficienza. Nei prossimi anni sono inoltre previsti nuovi impianti produttivi in altri Paesi europei, tra cui la Germania.
La valorizzazione dei moduli fotovoltaici europei è stata progressivamente integrata in diversi strumenti di incentivazione energetica, che prevedono premialità specifiche per gli impianti realizzati con tecnologie prodotte nell’Unione Europea.
Tra le principali misure si possono citare:
- Transizione 5.0: Il programma, oggi concluso, prevedeva una maggiorazione della base di calcolo degli incentivi per gli investimenti in impianti fotovoltaici realizzati con moduli prodotti nell’Unione Europea.
- Facility Agrisolare: Il bando attualmente aperto introduce una priorità nella valutazione delle domande per i progetti che utilizzano moduli iscritti nel Registro ENEA. In pratica, gli interventi che impiegano tecnologie fotovoltaiche europee possono beneficiare di procedure di valutazione più rapide e di un accesso preferenziale alle risorse disponibili.
- Queste politiche rientrano in una strategia più ampia volta a rafforzare la competitività industriale europea nel settore delle energie rinnovabili, sostenere lo sviluppo di tecnologie ad alta efficienza e accelerare la transizione verso un sistema energetico più sostenibile e autonomo.
Nuovo Iperammortamento per investimenti fotovoltaici
Tra le misure in fase di definizione per sostenere la transizione energetica delle imprese è prevista anche una nuova forma di agevolazione fiscale per gli investimenti in impianti fotovoltaici.
L’incentivo sarà applicabile agli investimenti effettuati nel periodo compreso tra: 1° gennaio 2026 e 30 settembre 2028
Il meccanismo prevede una maggiorazione della base di costo fiscalmente agevolabile, consentendo alle imprese di beneficiare di una deduzione fiscale superiore rispetto al valore reale dell’investimento. L’obiettivo della misura è incentivare in particolare l’utilizzo di tecnologie fotovoltaiche prodotte nell’Unione Europea, favorendo lo sviluppo della filiera industriale europea.
La maggiorazione del costo dell’investimento varierà in funzione delle caratteristiche tecnologiche dei moduli installati:
- 130% del costo dell’investimento per moduli fotovoltaici prodotti nell’Unione Europea con efficienza pari o superiore al 21,5%
- 140% del costo dell’investimento per moduli con celle fotovoltaiche prodotte nell’Unione Europea e con efficienza pari o superiore al 23,5%
- 150% del costo dell’investimento per moduli di tecnologia avanzata, come moduli bifacciali con celle a eterogiunzione o tandem, prodotti nell’Unione Europea e con efficienza pari o superiore al 24%
Questa struttura premiale mira a favorire l’adozione di tecnologie fotovoltaiche ad alta efficienza e di produzione europea, rafforzando al tempo stesso l’autonomia energetica e industriale dell’Unione.
Le modalità operative e le regole attuative della misura sono attualmente in fase di definizione e saranno stabilite attraverso i successivi provvedimenti attuativi.
Decreto Bollette e repowering degli impianti fotovoltaici
Un ulteriore intervento normativo attualmente in discussione riguarda il cosiddetto Decreto Legge Bollette, che introduce nuove possibili modalità di gestione dei regimi incentivanti per gli impianti fotovoltaici già in esercizio.
La proposta prevede la possibilità, per i titolari di impianti incentivati, di uscire volontariamente dal regime di incentivazione attualmente in vigore, accettando una riduzione pari ad almeno il 10% del valore residuo dell’incentivo.
Il meccanismo ipotizzato consentirebbe di rimodulare il beneficio economico attraverso una restituzione distribuita su un periodo di 10 anni, con un tasso di riferimento pari al 6%.
Tuttavia, l’accesso a questa opzione sarebbe subordinato a una condizione specifica: la realizzazione di un intervento di repowering degli impianti fotovoltaici, ossia un aggiornamento tecnologico volto a migliorare le prestazioni e l’efficienza degli impianti esistenti.
In particolare, il repowering dovrebbe essere effettuato utilizzando moduli fotovoltaici prodotti nell’Unione Europea, in linea con le politiche industriali e strategiche dell’UE che mirano a rafforzare la filiera europea delle tecnologie energetiche e a ridurre la dipendenza da fornitori extraeuropei.
Se confermata, questa misura potrebbe rappresentare un importante strumento per favorire l’ammodernamento del parco fotovoltaico esistente, migliorando l’efficienza degli impianti e sostenendo allo stesso tempo lo sviluppo della produzione tecnologica europea nel settore delle energie rinnovabili.
5. Conclusioni
Il quadro degli incentivi energetici in Italia è in continua evoluzione e offre oggi numerose opportunità per sostenere la transizione verso un sistema energetico più sostenibile. Strumenti come il Conto Termico, gli incentivi del PNRR per le Comunità Energetiche Rinnovabili, la Facility Agrisolare e le nuove agevolazioni fiscali per il fotovoltaico europeo rappresentano leve importanti per favorire investimenti in efficienza energetica e produzione di energia rinnovabile.
In questo contesto, imprese, pubbliche amministrazioni e cittadini possono accedere a diversi strumenti di supporto economico per ridurre i costi energetici, migliorare le prestazioni energetiche degli edifici e contribuire alla decarbonizzazione del sistema energetico.
Le Comunità Energetiche Rinnovabili, in particolare, stanno assumendo un ruolo sempre più centrale nel panorama energetico italiano. Grazie agli incentivi disponibili e ai nuovi modelli di autoconsumo collettivo, rappresentano una delle soluzioni più concrete per promuovere la produzione locale di energia rinnovabile, favorire la partecipazione attiva dei territori e costruire un sistema energetico più efficiente, resiliente e collaborativo.
In questo scenario, la capacità di cogliere le opportunità offerte dalle diverse misure di incentivazione diventa un fattore strategico per accelerare lo sviluppo delle energie rinnovabili e accompagnare imprese e comunità verso un futuro energetico più sostenibile.